❌-5oenni-in-moto-ribelli-per-caso
Ti vedo, con la tua pancetta che credi di essere Easy Rider, sulle strade solitarie americane degli anni ’50, ribellione pura, libertà assoluta… ma sei fermo al semaforo di una tangenziale intasata, tra auto aziendali, autobus in ritardo e l’aroma poetico del diesel Euro 3. Il tuo giubbotto di pelle nera, comprato con dieci rate su internet, scricchiola più delle tue ginocchia quando scendi dalla moto. Sogni il vento tra i capelli, peccato che il vento trovi ormai più fronte che chioma.
Ogni sabato mattina ti trasformi. Durante la settimana sei ragioniere, geometra, commerciale o magari responsabile acquisti con reflusso gastrico; ma nel weekend diventi “il lupo della strada”. Ti infili stivali pesanti, bandana strategica per coprire la stempiatura e occhiali scuri da ex ribelle, mentre tua moglie ti guarda dalla finestra sapendo benissimo che dopo trenta chilometri sarai fermo all’autogrill a lamentarti della cervicale.
Accendi il motore con un rombo che dovrebbe evocare Marlon Brando, ma ricorda più un elettrodomestico difettoso. Parti fiero, petto in fuori, pancetta in dentro per quanto sia possibile, convinto di suscitare invidia. In realtà il massimo dell’attenzione lo ottieni dal pensionato col cane che pensa: “Ecco un altro in crisi di mezza età”.
La moto, per il cinquantenne, non è un mezzo di trasporto. È una dichiarazione di guerra al tempo che passa. È il suo disperato tentativo di dimostrare che non è diventato suo padre… mentre diventa esattamente suo padre, solo con più accessori costosi. Navigatore GPS, casco da astronauta, guanti tecnici, interfono Bluetooth per parlare con altri uomini nella sua stessa situazione, tutti impegnati a fingersi anarchici mentre discutono di pressione gomme e colesterolo.
E poi ci sono i raduni. Ah, i raduni. Branchi di ex ragazzi con mutui trentennali e bypass imminenti che si incontrano per bere birra analcolica e confrontare cromature. Parlano di cavalli motore come un tempo parlavano di conquiste, ma ora l’unica cosa che cavalcano davvero è la nostalgia. Si atteggiano a dannati della strada, ma prenotano agriturismi con recensioni superiori a 4 stelle e chiedono opzioni senza glutine.
Il cinquantenne motociclista vive costantemente sospeso tra leggenda e realtà. Nella sua testa è Steve McQueen. Nella pratica, è uno che deve fermarsi ogni ora per sgranchirsi la schiena e andare in bagno. La sua ribellione oggi consiste nel tornare a casa alle 19:30 invece che alle 18:00, dopo aver percorso provinciali secondarie evitando buche che potrebbero compromettere più la sua colonna vertebrale che le sospensioni.
Eppure bisogna riconoscergli una certa poesia tragicomica. Perché sotto il casco, dietro la visiera appannata e sopra quel lieve odore di Voltaren, c’è ancora il ragazzo che sognava libertà. Certo, oggi quella libertà passa attraverso assicurazioni premium, visite ortopediche e gruppi WhatsApp, ma il cuore batte ancora.
Quindi vai, cavaliere della domenica, sfreccia verso il tramonto… o almeno verso il bar sulla statale con parcheggio comodo. Sfida il tempo, il traffico e la tua lombosciatalgia. Perché forse non sarai Easy Rider, ma sei comunque un eroe moderno: un uomo che combatte l’età a colpi di acceleratore, anche se poi prende l’Oki prima di cena.
...
https://www.youtube.com/watch?v=FA36__eMz3M
Transaction
Created
6 hours ago
Content Type
Language
video/mp4
it